venerdì 17 giugno 2016

Inception: tra sogno e realtà

Sogno o son desto? Chissà! Consulto un attimo il mio totem e poi vi faccio sapere…
Immersi in una realtà sempre più labile e frammentaria, detronizzata da esistenze “altre”, virtuali, fantastiche, tutti ormai dovremmo averne uno, un totem, un oggetto personalizzato per ognuno di noi, qualcosa di tangibile che tenga vivo il nostro contatto con la realtà, che ci rassicuri, una coperta di Linus. Perché può capitare che la realtà quotidiana, nel suo grigiore, sia molto più rassicurante di quelli che chiamiamo sogni (ad occhi aperti e chiusi). Il protagonista del film, Dom Cobb (Leonardo DiCaprio), tira sempre un sospiro di sollievo quando il suo totem, la trottola, smette di girare indicando così che il sogno è finito. Infatti il sogno, bello o brutto che sia, costruito bene o male, creato per piacere (come quello con la moglie Mal) o per lavoro (come quello per Fischer), è pur sempre finto e, in qualche modo, inquietante. L’uomo ha bisogno di sognare per vivere, ma non può vivere sognando. Dobbiamo sognare prima, ma dobbiamo anche agire poi, realizzare le nostre idee, modificare la realtà, così da poter dire un giorno, come fa Édith Piaf in una sua celebre canzone, “No, non rimpiango nulla” e non arrivare a essere “dei vecchi pieni di rimpianti che aspettano la morte da soli”.  Chi ha visto il film può capire. Chi non l’ha visto, non perda altro tempo e lo veda (e riveda) subito. Certo, non sarà una passeggiata. È un film che richiede la massima concentrazione, una sfacchinata cerebrale che però gratifica l’intelletto e la vista. 
Idee rubate, idee innestate: Inception (Christopher Nolan, 2010) è un’interessante distopia che spero con tutto il cuore non si realizzerà mai, anche se, in un certo senso, accade da sempre.  E da sempre ci chiediamo, come nell’incipit di Bohemian Rhapsody dei Queen: “Is this the real life? Is this just fantasy?”. Sogno o son desto? Chissà! La trottola continua a girare…